logica ferrea logica plastica

Ogni giorno che passo nell’aula studio di viale Ungheria mi viene da ridere/piangere. Entro tranquillo, sitemo tutto, apro il libro ecc ecc. Ok. Momento pausa. Esco all’entrata e mi prendo l’ennesimo caffé della giornata. 
Perfetto. 
Caffè finito. 
Rimango con un bicchierino e un misciacaffè [ha un nome quella roba?] di plastica in mano. Ok, buttiamolo via, no? No. Eh no perché quei geniacci della Net cosa hanno fatto? Hanno messo il bidone per la carta. Quindi io butto sempre le cose di plastica nell’altro sacco. Un sacco nero che non ha un contenuto bene precisato, per la cronaca: ci ho visto di tutto là dentro, anche un camoscio morto. Quindi la mia domanda agli assidui frequentatori di viale Ungheria è: quello è il bidone della plastica? O è un bidone da pizza e fichi? O c’è dentro un Pozzo [inteso come Giampaolo] senza fondo? Viene tutto differenziato dopo [dubito]? O il tutto viene poi suonato dagli Stomp [ http://www.youtube.com/watch?v=Zu15Ou-jKM0  ] ? 
Ma soprattutto: a Gorizia invece? Perché anche là [palazzo Antonini] non c’è scritto un emerito cazzo sui bidoni delle macchinette ed io, si dà il caso, vorrei fare quel po’ di differenziata. Almeno quando posso. 
P.S. premio marketing 3° millennio per chi ha scelto il nome Net ad un’azienda di rifiuti in friuli…
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