Ebbene sì, doppiamente inutile per chi fa la differenziata [perché non si può più riempire con tutte le scovazze del mondo], l’odiosa borsa di plastica [o chi per lei] pianta le unghie e difende a spada tratta la sua stessa esistenza grazie al decreto anticrisi. Almeno così sostiene il supplemento di Altroconsumo dal nome "Soldi & Diritti" di settembre 2009 e alcuni siti internet.
Ecco, nonostante debba rimanere qua ancora per un po’ di tempo, è necessario ricordare questo fondamentale oggetto simbolo dell’inutilità e della demenza umana. Lei, dal costo irrisorio al bancone di 5-10 centesimi, pura fonte di inquinamento e amico fedele della sporcizia cittadina. Lei, che sovente si rompeva provocando le nostre numerose e svariate bestemmie. Lei, amata dai giovani in vacanza. Lei, che qualsiasi persona con un minimo di cervello avrebbe abbandonato in favore di una borsetta di cotone. Lei, simbolo delle compere [traduzione: shopping] e dell’opulenza di generazioni di giovani/vecchi/bambini. Lei, che tutta l’Europa cerca di fermare in favore di oggetti alternativi.
Lei, la nostra odiatissima borsa di plastic[acci]a.