Fatto sta. Il tutto, di solito, inizia a causa di un mio parente. Nonno o mamma che sia non ha importanza. Stavolta causa mamma. Ok. Inforco la bici, scatoletta di uno strano composto omeopatico-vaffanculico in mano e me ne vado nella piazza del paese. LA farmacia, a Mortegliano, è proprio LA farmacia. Nel senso che c’è solo una farmacia a Mortegliano. Ah! Ma il comune non è abbastanza grande per averne due? Beh, certo. Solo che IL farmacista di Mortegliano ha due licenze: una per sè e una per suo figlio. Già qua una persona inizia lo sgranamento di bestemmie dalla varia fattura classica -cane -porco -bestia ecc ecc. Prima di entrare hai già paura: il posto si trova a fianco del municipio. Isolata da tutto il resto. Da quando ci sono entrato la prima volta [4, 5 anni?] il sospetto è sempre quello: che il tempo, in quel luogo dimenticato da Dio e benedetto dalla B****n, sia diverso. O non ci sia. O sia risucchiato da qualche strano apparecchio ultratecnico mangiagatti. Entri e la temperatura è sempre la stessa. Inverno, agosto, pioggia d’autunno, apocalisse. La temperatura è la stessa. Sempre. 20-21°, tasso di umidità costante. Le farmaciste, pure loro, paiono appartenere a un genere di persone diverse e umanamente superiori. Appena ci parli succedono cose incredibili: riescono a dire gruppi consonantici che o non hanno alcun senso o semplicemente non esistono [in italiano]. xfrg, lkjw, nrbx, ppspps e altri suoni che neppure la lingua slovacca riuscirebbe ad immaginare.
Torniamo un attimo indietro. Prima di parlare con queste sirene [non per via della bellezza o della mutazione da pesce ma a causa dei suoni che emettono] c’è il dazio da pagare. In farmacia, infatti, vige la regola che c’è in altri luoghi odiosi: c’è una fila della madonna. Se ti va bene ti vanno via 10/15 minuti di coda. Ed io, da giovane friulano, 10/15 minuti di coda con vecchi che cercano di superarti SEMPRE E COMUNQUE MI MANDANO IN BESTIA. C’è sempre una vecchietta, una a caso, alta 1,50m. Bianca cadavere età 65 anni spesi a pensare e/o dire e/o fare stronzate. Entra 20 secondi dopo di te. La vedi con la coda dell’occhio. Ok, sta guardando le scatole degli abbronzanti. Ti rilassi, è innocua. Poi il tuo cervello riparte: "che cazzo ci fa una 65enne ebete bianca cadaverica davanti agli abbronzanti se siamo in Dicembre inoltrato?" alzi gli occhi e quelladannatatestadicazzo ha già saltato almeno tre posizioni della fila. Ok, seconda rata di bestemmie, stavolta più fantasiose: -verde -Hulk -abominevole. Vi giuro: il mio sogno un giorno è incazzarmi e dire, prima dei 30 anni, a una di queste incivili: "PASSA PURE AVANTI TESTA DI MERDA CHE TANTO IO VIVRO’ COMUNQUE PIU’ A LUNGO DI TE". Ogni tanto qualche maschio friulano ruspante, infatti, le rimanda da dove sono venute a suon di bestemmie e/o insulti.
Ti avvicini al bancone. Mancheranno 5 minuti. Ultimo turno, tocca a te… e arrivano i problemi. Eh, sì. Gli over 60 davanti a te infatti non sono qua per prendersi le loro dannate pastiglie per la pressione. No. DEVONO cercare qualche farmaco assurdo. Qualche "pietra filosofale" prodotta dalla R***e o da qualche altra multinazionale del farmaco. Uno di quei 10 farmaci che mancano alla loro collezione per dire, finalmente "Sìììì, li ho presi tutti!". Ai nipoti i Pokémon, ai nonni i farmaci. Probabilmente poi il farmaco non lo assumono nemmeno, tengono solo la scatola ricordo.
Ok. Ci siamo. Assisti a scene da ignoranza totale tipo questa: http://thetoma.spaces.live.com/blog/cns!B4780D5C494E20C8!1042.entry#comment
E qui la storia si divide:
1) Eccoci. Il tuo turno. Solo. Tiri fuori la scatola magica e pronunci le parole magiche: "buongiorno, avrei bisogno di questo farmaco".
Lei ti guarda. Sorride, benevola. "ah! il fametruxozin [nome inventato]! certo, vado a prenderglielo!"
Scompare dietro un bancone. Ritorna dopo un quarto d’ora, il vestito squarciato dal Predator che tengono in magazzino.
"Ecco a te! sono 28 e 90"
"28 e 90? 28 fottuti e 90 stracazzo di euro per 10 pilloline?"
"eh sì! E ritieniti fortunato che questo è il generico! Quello figo ma uguale costa 10 sacchi in più!"
paghi.
terza rata di bestemmie, fantastiche: -drago -fucsia -pappalardo.
Dio ti fulmina e tu torni dal medico e poi dal farmacista. Circolo vizioso.
2) Eccoci. Il tuo turno. Solo. Tiri fuori la scatola magica e pronunci le parole magiche: "buongiorno, avrei bisogno di questo farmaco".
Lei ti guarda. Sorride, benevola. "ah! il fametruxozin [nome inventato]! certo, ottimo farmaco! Non ne abbiamo!"
"come non ne avete?… ok, d’accordo, quando arriva?"
"ah, oggi che giorno è? 19… sì.. beh, ora i produttori sono in ferie, poi andiamo in ferie noi, poi non so se scoppia la terza guerra mondiale… quindi… metà settembre"
"metà settembre? e mia madre con cosa si cura? i limoni della nonna?"
terza rata di bestemmie, fantastiche: -drago -fucsia -pappalardo.
Dio ti fulmina e tu torni dal medico e poi dal farmacista. Circolo vizioso.
Sarò io sfigato. Fatto sta: odio le farmacie.
Credimi, non ci sarà mai fan più accanita di me
potrei stimarti anche solo per questa frase: "PASSA PURE AVANTI TESTA DI MERDA CHE TANTO IO VIVRO\’ COMUNQUE PIU\’ A LUNGO DI TE" =)
Non è detto che tu possa vivere più della vegliarda..potresti sempre avere un incidente..
ahahahah parole sante!…ciò k dici rispecchia davvero la dura legge d mortegliano!!!!:)